Navigare il Futuro: La Tutela del Mare al centro del Monaco Yacht Show 2026 
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Navigare il Futuro: La Tutela del Mare al centro del Monaco Yacht Show 2026 

La Sostenibilità al Monaco Yacht Show (MYS) 2026 riguarda anche ciò che avviene sotto la superficie dell’acqua. La riduzione delle vibrazioni e del rumore subacqueo è diventata un tema concreto, tanto che l’IMO ha adottato specifiche linee guida per limitarne gli effetti sulla vita marina. È un’evoluzione significativa del concetto di Super Yachting (e Yachting) sostenibile: non soltanto un’imbarcazione più efficiente nei consumi, ma un sistema progettato per ridurre, per quanto possibile, il proprio impatto sull’intero ambiente marino.

L’inquinamento acustico sottomarino rappresenta una minaccia particolarmente insidiosa per i cetacei del Mar Mediterraneo, poiché il loro equilibrio vitale dipende fortemente dall’uso dei suoni per comunicare, orientarsi, alimentarsi e riprodursi. Le principali fonti di rumore antropico, come il traffico marittimo, i sonar militari e le prospezioni sismiche, possono interferire con queste funzioni e alterare la qualità degli habitat marini.

Per affrontare il problema, Francia, Italia e Principato di Monaco cooperano attraverso diversi strumenti internazionali. Il Santuario Pelagos (entrato in vigore nel 2002), area marina protetta transfrontaliera di 87.500 km², promuove misure per ridurre il disturbo provocato dalla navigazione, limita le attività ad alta velocità e sostiene progetti di ricerca e monitoraggio, come Pelagos Noise. L’ACCOBAMS (giugno 2001), accordo internazionale che interessa il Mediterraneo, il Mar Nero e le aree atlantiche contigue, definisce invece linee guida per la mitigazione del rumore antropico e ha contribuito a individuare le principali aree a maggiore pressione acustica. L’Accordo RAMOGE (gennaio 1981), infine, nato dalla cooperazione tra i tre Paesi per la tutela dell’ambiente costiero e la prevenzione dell’inquinamento, opera in sinergia con Pelagos e ACCOBAMS, favorendo la condivisione di dati e competenze. 

Lo (Super)Yachting è così indissolubilmente legato al suo habitat naturale: il mare. La presenza al MYS 2026 del progetto Posidonia Oceanica dell’Asociación Vellmarí, Descubriendo el Mediterráneo, di Formentera con il sostegno di Marina Ibiza, si distingue per promuovere una Sostenibilità realmente condivisa dalla comunità costiera del Mediterraneo con la ferma volontà di restaurare le condizioni di biodiversità esistenti pochi decenni fa. 

« Sfruttando le nostre competenze e con l’aiuto di volontari, abbiamo iniziato a piantare Posidonia (n.d.r. la celebre pianta acquatica endemica di tutto il Bacino Mediterrano e “ambasciatrice” di acque prive di inquinamento e capaci di produrre grandi quantità di ossigeno). Il nostro obiettivo è anche quello di spingere le persone a sperimentare direttamente i benefici di un mare sano: più vita, più pesca, acque di migliore qualità e, in definitiva, un Mediterraneo che possiamo godere di più », ci spiega in esclusiva Manu San Félix, biologo marino, reporter fotografico subacqueo e comunicatore per National Geographic con più di venticique anni di esperienza alle spalle. Manu è convinto che la nautica possa diventare un alleato chiave nella tutela e nel recupero del Mediterraneo, guidando un cambiamento concreto verso una maggiore Sostenibilità.

« (…) Un navigante può diventare uno dei più grandi alleati dell’oceano. Ma perché questo accada, dobbiamo anche mostrare a naviganti, armatori, comandanti e marinas come possano partecipare attivamente al suo recupero. Ed è esattamente ciò che cerchiamo di fare con il nostro progetto: avvicinare le persone al Mediterraneo e renderle protagoniste della sua cura e della sua tutela», aggiunge il biologo marino. La decarbonizzazione è fondamentale. Deve però procedere insieme alla tutela della Biodiversità, attraverso il ripristino degli ecosistemi degradati e la protezione efficace di almeno il 30% dei mari (n.d.r. come sancito dal Quadro Globale per la Biodiversità di Kunming-Montreal, adottato nel 2022). Gli anni di esperienza sul campo, un’auntentica passione per il Mediterraneo e un approccio empatico agli ecosistemi marini porta Manu San Félix a concludere: «Quanto è facile distruggere e quanto è difficile recuperare! Per questo, la cosa più importante è proteggere ciò che abbiamo». 

E questo passa anche attraverso l’educazione e il coinvolgimento diretto, trasformando la passione per il mare in partecipazione concreta, coinvolgendo le nuove generazioni, gli adulti e volontari nel ripristino della Posidonia. In questo modo si crea dunque un legame autentico con l’elemento marino, in quanto basato sulla protezione di ciò che conosciamo, amiamo e ci fa stare bene.Il Monaco Yacht Show si rivela ancora una volta un messaggeroprivilegiato di una nuova idea di lusso responsabile: non una rinuncia alla performance, ma una sua ridefinizione attraverso efficienza, recupero energetico, digitalizzazione, circolarità e tutela ambientale. 

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