Yacht Fulk al Salamah
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Gli yacht più grandi del mondo: belli, esagerati, costosi

Dopo Palma International Boat Show a Palma di Maiorca in Spagna, Mediterranean Yacht Show (MEDYS) a Nafplio in Grecia, Cannes Yachting Festival in Francia, Monaco Yacht Show nel Principato di Monaco e Salone Nautico Internazionale di Genova in Italia, si sono conclusi gli appuntamenti con la nautica di lusso qui sul Mediterraneo. Il mercato é sempre in movimento e un capitolo a parte riguarda i gigayacht: secondo il report biennale di Boote Exclusiv, negli ultimi due anni sono comparsi nella lista dei 200 megayacht più lunghi del pianeta 23 nuovi yacht, tutti compresi tra i 78 e i 134 metri.

Parliamo di gigayacht per pura curiosità tecnica, perché per possedere quelle navi non basta essere milionari, bisogna essere plurimiliardari! Per esempio, lo yacht più grande del mondo è sempre Azzam, lungo 180 metri, e consegnato nel 2013 alla famiglia reale di Abu Dhabi. E’ grande come due campi da calcio messi in fila, riesce a toccare i 30 nodi grazie a un impianto propulsivo ibrido diesel-turbine da 70.000 chilowatt che alimenta quattro idrogetti. Può accogliere fino a 36 ospiti, coccolati da un equipaggio di settanta persone.

Ma qui viene il bello: il secondo gigayacht al mondo per dimensioni è Fulk al Salamah, una nave magnifica di 164 metri che è stata costruita nella massima riservatezza dai cantieri Mariotti di Genova e consegnata nel 2016 al Sultanato dell’Oman. Più che per la lunghezza, colpisce per la stazza monumentale: oltre 20.000 tonnellate distribuite su otto ponti. Uno yacht che serve per fare da nave d’appoggio alle trasferte della casa reale. Era il gigayacht che mi aveva colpito quando sono stato a fine anno in Oman: ho cenato sul balcone di un ristorante sul porto di Mutrah, si chiama Bait al Louban e ve lo consiglio, è all’ultimo piano di un edificio proprio sopra il fish market di Mutrah. E alla banchina di fronte era ormeggiata quella meraviglia, dal gusto molto italiano come linee e colori. 

Fulk al Salamah di cantieri Mariotti di Genova

Il terzo yacht da diporto privato più grande al mondo è ancora l’Eclipse (163 metri), legato all’oligarca Abramovich, e poi il Dubai (162 metri). È una delle navi rappresentative del Golfo, nata per ospitare cerimonie e vertici diplomatici. Al quinto posto c’è Blue (160,6 metri), consegnato nel 2022, è tra le presenze più recenti nei primi posti.

Sesto è il Dilbar (156 metri, 2016): disegnato da Espen Øino per gli esterni e Andrew Winch per gli interni, è famoso per la stazza (quasi 16.000 tonnellate) e per la gigantesca piscina coperta. Riconducibile all’oligarca Alisher Usmanov, è finito al centro di contenziosi legali e sequestri nell’ambito delle sanzioni europee.

Settimo posto per dimensioni è Al Said (155 metri), altra nave costruita per la casa reale omanita (consegnata nel 2008) pensata per lunghe traversate con numeri importanti di ospiti e personale di bordo.
Ottavo posto per A+ (ex Topaz, 147 metri, 2012) che si sviluppa su otto ponti con due piazzole per elicotteri.
Nono posto per Prince Abdulaziz (147 metri, 1984), una gloria della nautica, per anni la più grande al mondo, che continua a farsi notare per storia e fascino, inconfondibile per la coppia di enormi fumaioli azzurri.
Decimo posto per Opera (146,3 metri, 2023), layout moderno e spazi concepiti per accogliere molti ospiti.  

Altri megayacht importanti

Subito fuori dai primi dieci si piazza OK (146 metri), un impianto imponente costruito in Giappone nel 1982 dai cantieri Oshima, seguita da El Mahrousa (145,7 metri), lo yacht reale egiziano varato nel 1865: un pezzo di storia della marineria tuttora in attività dopo numerosi restauri. El Mahrousa il 17 novembre 1869 passò per primo il canale di Suez durante l’inaugurazione, con a bordo l’Imperatrice Eugenie di Francia che per l’occasione suonò il piano. Al tredicesimo posto compare Dragonfly (142 metri, 2024), dove un intero ponte è stato allestito come studio direzionale, a riprova di come il lavoro da remoto stia prendendo piede anche sui megayacht. E concludiamo con Scheherazade (142 metri, 2020) e Nord (141,6 metri, 2021), due colossi legati a patrimoni russi finiti spesso al centro delle cronache internazionali.

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