Segnatevi queste date: dal 27 gennaio al 3 febbraio 2027 andrà in scena la 29. edizione del Rally Monte-Carlo Storico, un evento che si annuncia seducente e pieno di novità. Una edizione che si svolgerà sul percorso storico di una gara iconica, prove di regolarità su strade chiuse al traffico e una base di iscritti che fa venire la pelle d’oca, per qualità degli equipaggi e delle vetture mitiche che hanno scritto la storia di questa gara a partire dal 1911 fino al 1986. Una edizione che in qualche modo evidenzia i limiti del WRC odierno, fatto di troppe limitazioni, poche Case iscritte e nessuna fantasia nell’affrontare le prove.
Una voce storica dei rally mondiali è senza dubbio Daniele Audetto, 7 anni di trionfi marchiati Lancia, per poi passare alla Ferrari nel 1976 – la stagione che il regista Ron Howard porta sugli schermi di tutto il mondo con il film Rush – e successivamente in Fiat, dove vince i titoli con la 131 Abarth. E ancora esperienze in F.1 con Arrows e Superaguri, nonché management di piloti, eventi: una vita a 360 gradi nel motorsport mondiale, una esperienza unica e una conoscenza del settore come pochi. A precisa domanda sul prossimo rally storico, è stato chiaro e senza fronzoli: “Posso solo dire che il grande successo del rally storico di Monte Carlo testimonia la crisi senza fine del WRC e non solo del Montecarlo WRC, che non ha mai avuto così poche iscrizioni, ma soprattutto poco seguito. E che non ci dicano che le misure di sicurezza sono troppo restrittive, il Rally Storico ha le stesse misure di sicurezza, ma oltre 200 partecipanti e molto pubblico sulle prove speciali. Il problema è molto più profondo e grave, per una mancanza di gestione professionale del Promoter uscente. Spero che il nuovo Promoter sia più capace a rilanciare il WRC, con investimenti all’altezza delle aspettative, e soprattutto la FIA con regolamenti all’altezza della situazione economica che stanno soffrendo le case e che impedisce la loro partecipazione, anche per la mancanza di visibilità sui media e social network. Tra l’altro ho dubbi sulla validità mondiale del WRC nel 2027, con la probabile mancanza dei tre costruttori minimi iscritti a tutto il campionato richiesti dal regolamento FIA. Con molti amici saremo in cima al mitico Turini ad ammirare il passaggio dei concorrenti “storici” ma non ci saremo per il Monte WRC, con una stretta al cuore!!!”. Una presa di posizione precisa che però esalta il ruolo del rally storico del prossimo fine gennaio, perché sarà l’occasione per vedere dal vivo chi la storia l’ha fatta e serve come base di partenza per il futuro.





