Monaco e Italia più vicine nelle parole del Principe Alberto II e del Presidente Mattarella
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Monaco e Italia più vicine nelle parole del Principe Alberto II e del Presidente Mattarella

Si è conclusa la prima visita di Stato di un Presidente della Repubblica italiana a Monaco. E’ una tappa storica nelle relazioni privilegiate e fraterne che uniscono il Principato di Monaco e l’Italia. 

Ecco cosa si sono detti il Principe Alberto II e il Presidente Sergio Mattarella congedandosi il 3 ottobre 2026 dopo la vista al Museo Oceanografico di Monaco. 

La dichiarazione di S.A.S. il Principe Alberto II

S.E. Sergio MATTARELLA, Presidente della Repubblica, Signor Presidente della Repubblica, Signora Mattarella, Signori Ministri, Eccellenze, Signore e Signori, 

Prima di tutto, la Principessa Charlène, la mia famiglia ed io desideriamo ringraziarla, Signor Presidente, per averci fatto l’onore di questa visita. 
Questo evento è tanto più eccezionale in quanto si tratta della prima visita di Stato di un Presidente della Repubblica italiana a Monaco. Ciò dimostra quanto sia importante la Sua presenza oggi, Signor Presidente, e quanto sia ricca di significati. 
Infatti, pur essendo una prima assoluta, essa si inserisce naturalmente in una lunga storia. Una storia familiare, per molti monegaschi le cui origini si trovano dall’altra parte del confine. 
È anche il mio caso, anche se risale a un po’ di tempo fa, dato che sono passati più di sette secoli da quando i miei antenati Grimaldi lasciarono Genova per Monaco. 

Se molti monegaschi sono strettamente legati all’Italia, lo stesso vale anche per gli italiani. Gli italiani rappresentano circa un quinto della popolazione residente a Monaco e costituiscono la seconda comunità straniera del Principato. L’Italia è del resto, insieme alla Francia, l’unico paese a disporre di un’ambasciata residente a Monaco. La storia comune dei nostri due paesi, infatti, è naturalmente anche politica. 
A questo proposito, sono lieto della partecipazione di Monaco in qualità di osservatore alle riunioni del Comitato di cooperazione transfrontaliera franco-italiano istituito dal Trattato del Quirinale. 

E mi rallegro dell’adesione di Monaco alla Comunità dell’Italofonia, creata alla fine dello scorso anno, di cui avevamo potuto parlare proprio qui nel febbraio 2025, in occasione della visita del Vice Primo Ministro e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani. 
Spero che, sulla scia di questi intensi scambi, saremo in grado di proseguire le nostre discussioni sui temi di interesse comune. Penso, ad esempio, all’accordo sui servizi aerei, in discussione da molti anni e che, spero, modernizzerà̀ a breve l’accordo bilaterale del 1989. E penso alla questione dell’accesso dei residenti della regione ligure alle cure mediche erogate nel Principato. 

Al di là di questi temi, spero che potremo giungere a una concertazione rafforzata tra i nostri due paesi, in particolare nell’ambito della riattivazione, nel 2025, della Commissione di cooperazione amministrativa italo-monegasca. 
Ma i nostri scambi non hanno riguardato solo le nostre relazioni bilaterali. Abbiamo affrontato anche tematiche più ampie, e mi rallegro della nostra convergenza di vedute sull’importante questione della tutela dell’ambiente, in particolare degli ambienti marini. 

A cinquanta anni esatti dalla firma dell’accordo RAMOGE, la vostra visita al Museo Oceanografico ci ha permesso di constatare la nostra unità su questi temi. E mi rallegro, a questo proposito, che l’Italia ricopra attualmente la presidenza dell’Accordo. Spero che in futuro potremo approfondire ulteriormente questi temi, poiché so che il Suo Paese sta dando il proprio contributo a questa lotta globale per il futuro del nostro Pianeta.
Signor Presidente, ho accennato ai nostri legami storici e politici, e non posso certo tralasciare i nostri legami economici, tanto sono intensi e numerosi. 
Le imprese italiane sono saldamente radicate in settori chiave della nostra economia. L’introduzione del telelavoro ha facilitato l’assunzione di lavoratori frontalieri italiani. E il primo Business Forum Italia–Monaco ha confermato la vitalità dei nostri scambi, nonché la nostra volontà comune di incoraggiare l’innovazione, gli investimenti e le partnership tra le nostre imprese. 

Al di là del suo contributo economico, la comunità̀ italiana di Monaco svolge un ruolo considerevole nella vita del nostro Principato. Con la sua presenza, il suo lavoro e il suo impegno nella vita associativa, sociale e culturale del Principato, essa mantiene viva ogni giorno la relazione privilegiata che ci unisce, al fianco dei monegaschi. E so che continuerà̀ a farlo nei prossimi anni. Perché questo rapporto storico, multiforme, ricco e fecondo di cui parlo è semplicemente un rapporto di amicizia. 
Un’amicizia fedele e incrollabile, che abbiamo potuto sperimentare insieme in diverse occasioni in passato. Un’amicizia che la Sua presenza rafforza ulteriormente. 

A nome di tutti i monegaschi, desidero quindi ringraziarla, signor Presidente, e dirle che può contare su di me per mantenere viva e arricchire in futuro la lunga storia comune di Monaco e dell’Italia.

La dichiarazione del Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella

Desidero innanzitutto rinnovare a Sua Altezza Serenissima, il Principe Alberto II, il ringraziamento per il clima di amicizia con cui sono stato accolto insieme a mia figlia e alla delegazione che mi accompagna. 
Sono lietissimo di aver effettuato questa visita di Stato a quasi settant’anni dalla storica visita del Principe Ranieri III e della Principessa Grace a Roma. È stata una visita che tenevo a compiere e ringrazio il Principe per l’invito a realizzarla. 

In questi due giorni abbiamo ribadito ciò che già sapevamo, ma abbiamo percepito in modo più intenso la profondità dei legami che uniscono il Principato di Monaco e l’Italia; e che uniscono i nostri popoli, legati anche – come Lei ha ricordato, Altezza – da una lunga storia di contatti e di vicinanza, non solo geografica, ma anche culturale e umana. 
Come Lei ha ricordato, questa vicinanza è arricchita dalla presenza della comunità italiana qui a Monaco; ne ho appena incontrato un buon numero di membri che vivono a Monaco, accolti con grande disponibilità, e che contribuiscono attivamente alla vita del Principato. 
Vorrei ringraziare anche Sua Altezza per la serata di ieri: il concerto all’Opéra Garnier è stato uno straordinario momento di arte all’interno di un gioiello, come l’Opéra Garnier; Cecilia Bartoli è stata protagonista, insieme all’orchestra e al coro, di questa occasione ed è – ripeto – motivo di orgoglio per l’Italia che le sia stata affidata la direzione del teatro. 
Desidero ringraziare anche il Principe Alberto II per l’impegno profuso nel rafforzare i rapporti culturali con tanti Comuni italiani, anche attraverso l’adesione alla Comunità dell’italofonia e attraverso il legame con i numerosi luoghi legati alla famiglia Grimaldi in Italia, che rappresentano un vincolo non solo storico, ma di amicizia, una costellazione di luoghi di amicizia tra il Principato e l’Italia. 

Vorrei anch’io ricordare – come ha fatto il Principe – l’importante lavoro svolto dalla Commissione mista, che ha affrontato temi di comune interesse: la sicurezza sociale, i trasporti, gli investimenti. Una cooperazione che è arricchita anche dalla dimensione transfrontaliera. 
Ed è importante la partecipazione del Principato in qualità di osservatore al Comitato di cooperazione transfrontaliera, previsto dal Trattato di Roma, tra la Francia e l’Italia. 
Vorrei inoltre esprimere grande apprezzamento per la rafforzata cooperazione tra i nostri Paesi nella lotta alla criminalità organizzata economico-finanziaria, con la firma, lo scorso aprile, di un memorandum d’intesa con la Guardia di Finanza. Si tratta di un altro ambito in cui collaboriamo con grande efficacia e con grande valore. 
Come Lei ha ricordato, Altezza, i rapporti economici sono intensi, in crescita, e vi è una significativa integrazione tra le nostre economie. Vi è inoltre un’integrazione collaborativa tra le nostre imprese, un aspetto di grande rilievo che trae beneficio dal clima di amicizia che regna tra i nostri Paesi. 

Vorrei inoltre sottolineare un aspetto che ritengo particolarmente importante, ed è stato evidenziato dalla presenza del Principe Alberto II, della Principessa Charlène e dei loro figli alle Olimpiadi invernali e ai Giochi del Mediterraneo: il valore che il Principato, così come l’Italia, attribuisce allo sport sul piano sociale, sul piano della formazione dei giovani e sul piano di relazioni internazionali sane e corrette. Si tratta di un aspetto fondamentale e l’impegno del Principe e della Principessa Charlène in questo ambito è particolarmente rilevante. 

Abbiamo poi discusso ieri con il Principe di alcuni aspetti generali, rilevando – come ha ricordato ieri il Principe – la nostra comune convinzione circa l’indispensabilità del multilateralismo e delle sue forme, che devono essere garantite per un modo corretto e positivo di relazionarsi nella vita internazionale. 

Abbiamo parlato anche dei numerosi problemi che attualmente affliggono la scena internazionale, registrando una costante e piena sintonia e convergenza, ispirate ai valori della pace, della libertà, della pari dignità di ogni Stato e della tutela dello Stato di diritto e dei diritti umani. 

Sono lieto di concludere questa visita, per la quale sono grato – lo ripeto – al Principe qui al Museo Oceanografico, che è un punto di riferimento mondiale, non solo perché qui a Monaco si trova l’Istituto internazionale che si occupa del mare, ma anche perché è un luogo di scienza che raccoglie testimonianze e spinge ad approfondire ciò che in realtà conosciamo ancora ben poco, ovvero il fondale marino, e l’impegno del Principato di Monaco in questo ambito è particolarmente prezioso per la comunità internazionale. Così come lo è la sensibilità verso la tutela dell’ambiente, che ha visto, non solo in ambito marino ma nelle sue varie sfaccettature, un grande impegno da parte del Principe Alberto I, che è stato uno scienziato che ha spinto il mondo verso la conoscenza del mare e la tutela del mare e dell’ambiente. E non a caso abbiamo anche ricordato questa mattina, poco fa, i cinquant’anni dell’accordo Ramoge: tra Saint-Raphaël, Monaco e Genova si è creata un’intesa, che è un modello esemplare per quanto riguarda la tutela del mare, in questo caso del Mediterraneo, che – come abbiamo detto ieri, di comune accordo, il Principe ed io – desideriamo che torni ad essere un mare di civiltà e di unione e non un mare attraversato da crisi e da difficoltà di carattere umanitario particolarmente gravi. 

In conclusione, Altezza, vorrei ringraziarLa ancora per l’accoglienza di questi due giorni e per gli incontri che abbiamo avuto. Esprimere la convinzione che i legami tra i nostri Paesi ne saranno ulteriormente rafforzati e dirLe che, naturalmente, spero di poterLa rivedere presto in Italia. Grazie, Altezza. 

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