L’ecosistema umano si è fragilizzato. Instabilità, incertezza, insicurezza sono parole pronunciate con maggiore frequenza, così come, più estreme, sono deriva, sbando e rovina. L’auspicio è che diplomazia, politica, comunicazione e informazione possano trovare una convergenza per riequilibrare un mondo malandato e affaticato. L’atto di forza non è un’azione vincente. Lo è invece la parola, potente e capace di alimentare il dialogo senza dover schiacciare o scacciare qualcuno o qualcosa.
Assume quindi un significato ancora più alto il Summit sulla Filantropia, convocato dal Principe Alberto II e dalla Principessa Charlene di Monaco, e co-organizzato dalle Fondazioni che portano il loro nome, con il supporto della Fondazione Tocqueville.
Il 12 ottobre scorso si è svolta la prima edizione e all’invito della coppia principesca hanno risposto un centinaio di filantropi e decisori provenienti da oltre venti paesi di cinque continenti e che tra tutti possiedono un patrimonio di 150 miliardi di euro. Tra questi, rappresentanti di istituzioni filantropiche reali e sovrane, fondatori di fondazioni, filantropi familiari e leader di importanti fondazioni internazionali. Hanno parlato e ascoltato con la consapevolezza che non ci si può fermare.
E i primi a dirlo sono stati i padroni di casa, il Principe Alberto II e la Principessa Charlene. Nel suo intervento il sovrano monegasco ha evidenziato che in un contesto globale sempre più incerto, la filantropia ha un ruolo vitale da svolgere nel sostenere gli impegni a lungo termine e nell’affrontare sfide che non possono essere più ignorate. E può farlo perché gode della libertà di agire a lungo termine, di assumersi dei rischi e di sostenere cause che non ricevono l’attenzione che meritano. E se i governi spesso pensano in anni, la filantropia può pensare in generazioni.
La Principessa Charlene di Monaco ha sottolineato che la forza della filantropia, oltre alle risorse che può mobilitare, risiede anche nella fiducia, nelle relazioni e nelle idee alle quali si dà la possibilità di crescere. L’invito per tutti è che il primo Summit di Monaco sia il punto di partenza per ciò che si potrà realizzare unendo le forze.
Una giornata intensa di incontri e di scambi, che ha anche offerto la consegna del Premio del Principe per la Filantropia Innovativa, assegnato quest’anno alla Mohammed bin Rashid Al Maktoum Global Initiatives (MBRGI) e consegnato a Ibrahim Al Balooshi, Direttore per la Sostenibilità e le Partnership.
MBRGI è un’organizzazione filantropica con sede a Dubai, fondata sotto la guida dello Sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, Vicepresidente e Primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti e Sovrano di Dubai. Riunendo una vasta gamma di iniziative umanitarie e di sviluppo, si impegna a migliorare la vita delle persone in tutto il mondo attraverso aiuti umanitari, assistenza sanitaria, istruzione, innovazione e responsabilizzazione delle comunità. Il suo approccio pone particolare enfasi sullo sviluppo di soluzioni innovative e sostenibili per affrontare le urgenti sfide globali e creare un cambiamento positivo duraturo.
Con questa edizione inaugurale, il Monaco Summit on Philanthropy vuole incoraggiare il dialogo tra generazioni, aree geografiche e tradizioni filantropiche, stimolando nuovi approcci e rafforzando la capacità della filantropia di contribuire in modo responsabile ed efficace al bene comune.




