Nuove strade percorse e altre ritrovate per il Principe Alberto II. Il suo recente viaggio nel continente africano è stato un susseguirsi di impegni importanti accompagnati da un’accoglienza festosa e riconoscente.
Madagascar, Camerun e poi Senegal, agenda rispettata e un bilancio positivo di questa attesa trasferta.
MADAGASCAR. La visita del sovrano di Monaco ha sottolineato ancora una volta l’impegno collettivosostenuto dal Principato di Monaco, attraverso il Governo, la Fondazione, l’associazione Monaco Aide et Présence di cui il Principe è Presidente Onorario, e l’associazione Fight Aids, fondata dalla Principessa Stéphanie di Monaco. Un solo obbiettivo: dare a tutti i mezzi per costruire il proprio futuro, restituire dignità e far nascere la speranza.
Il Sovrano sostiene da quasi 25 anni l’associazione di Padre Pedro Opeka, le ad Akamasoaa ha presenziato all’inaugurazione della scuola, uno dei principali motivi di questo viaggio. Un nuovo punto di partenza all’insegna dell’istruzione per tanti giovani, leva di emancipazione e trasformazione. Grande festa e tanta speranza, come si é visto dall’entusiasmo di 12.000 allievi presenti nello stadio.



E poi la realtà nelle strade, con la visita ai team del progetto Sandratra ad Antananarivo, con il supporto della Direzione per la Cooperazione Internazionale (DCI) del Principato di Monaco. Il Principe ha voluto vedere il lavoro svolto a favore dei bambini: protezione, formazione, reinserimento e autonomia, tutti elementi fondamentali per dare una nuova vita e nuove opportunità. Come al Centre Nouveau Relais des Jeunes (NRJ), luogo dove il sovrano ha seguito le attività svolte e ha visitato laboratori di formazione, per sviluppare creatività e abilità.

Ultime due tappe in Madagascar la visita all’Università Saint Vincent de Paul di Manantenasoa, dove il Principe ha partecipato con entusiasmo a una sessione di domande e risposte con gli studenti sulla tutela ambientale. E poi il dispensario SISAL 67HA, sostenuto dalla Direzione per la Cooperazione Internazionale (DCI) di Monaco e da Fight Aids Monaco. Alla presenza di Maria Raharinarivonirina, Presidente di SISAL, e del Dott. Olivier Randrianarivelo, Coordinatore Nazionale, la visita ha mostrato il lavoro e il supporto a favore delle persone che vivono con l’HIV.



CAMEROUN. A Yaoundé, il Principe ha visitato il Centro Principessa Grace Edimar, una struttura residenziale privata sostenuta dall’associazione Monaco Aide et Présence (MAP), fondata da Padre Maurizio Bezzi nel 2002 e diretta da Mireille Yoga, che accoglie e guida bambini e giovani vulnerabili. Il sovrano ha potuto conoscere le diverse attività e i programmi di supporto: accoglienza e assistenza ai bambini, assistenza medica, formazione professionale, una scuola agricola, programmi di alfabetizzazione, istruzione e sostegno alla vita familiare.
Alla presenza della Sig.ra Pauline Irène Nguene, Ministro degli Affari Sociali del Camerun, e della Sig.ra Pilar Klemm, Vicepresidente di MAP, i bambini del Centro hanno offerto un momento particolarmente toccante, presentando uno spettacolo di canti e danze. il Principe Alberto II ha poi incontrato S.E. Paul Biya, Presidente della Repubblica del Camerun e Monsignor José Avelino Bettencourt, Nunzio Apostolico, e ha visitato una mostra fotografica che ripercorre le attività e l’impegno del Centro.


SENEGAL. È stata l’ultima tappa dei quattro giorni trascorsi in Africa. Il Principe, membro del CIO (Comitato Olimpico Internazionale) e Présidente del Comitato Olimpico Monegasco, ha voluto assistere alla cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici Giovanili Dakar 2026, svoltasi il 31 ottobre. Almeno 2.700 atleti di tutto il mondo, tra i 14 e i 17 anni di età, partecipano alle gare in programma fino al 13 novembre. Tra le novità, l’esordio della Squadra Olimpica Giovanile dei Rifugiati. E’ la prima volta che un grande evento olimpico viene organizzato in un paese africano.