Scent of a woman e tacco 12: una tre giorni monegasca tra profumi couture e suole pink… E dopo Milano e Parigi, è Monaco a parlare di moda. Sei mesi prima di presentare le nuove collezioni alla prossima Monte-Carlo Fashion Week (MCFW), dal 12 al 16 aprile 2027, la Chambre Monégasque de la Mode, guidata dalla presidente e fondatrice Federica Nardoni Spinetta ha deciso di celebrare la creatività di talento nel rispetto di una moda responsabile, in equilibrio tra etica ed estetica, valori fondamentali per il Principato.
Tre giorni di incontri a metà ottobre con nuovi stilisti, ouverture di boutique esclusive ed experience sensoriali, immergendosi nell’universo dei profumi della Maison Xerjoff dove, come un abito couture, ci si può far cucire addosso l’essenza più adatta alla propria personalità. Dama Bianca, per me è stato amore a prima spruzzata… scent of a woman, davvero!
Bellissimi gli abiti in materiali pregiati della designer Gabriela Tarkanyi Maldonado per l’atelier monegasco Valtoria e le scarpe Di Iorio, disegnate dalle sorelle Samantha e Alicia, mi hanno conquistata da shoes-addicted quale sono! La loro boutique appena inaugurata all’interno del Fairmont diventerà presto una tappa obbligata non solo per le aspiranti Cenerentola, ma per tutte coloro che apprezzano la qualità dei materiali e un design desiderabile già dalla vetrina.
Quelle in pizzo nero sono sexy ed elegantissime e il dettaglio della suola pink, identificativo del marchio presente su tutti i modelli, è quell’escamotage che predispone alla confidenza in sé stesse, così dicono le due creatrici. Per me invece è connettersi con la “vie en rose” e sentirsi felici. Così camminare su un tacco 12 sarà come avere le ali ai piedi!





Tra gli appuntamenti della prima edizione, la conferenza moderata da Léa Calori, Amministratrice presso la Direzione della Comunicazione del Governo del Principe, con Thierry Leviez, Direttore del Pavillon Bosio, che ha presentato il libro “Théâtres de la Mode” (Teatri della Moda), incentrato sulla scenografia della moda dal XIX secolo ai giorni nostri, e con Runa Ray, stilista ambientale, esperta di sviluppo sostenibile ed economia circolare, che collabora con le Nazioni Unite e la Fondazione Principe Alberto II.